Cuore Dolce, Mente Veloce – Oltre il Preconcetto Militare

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Spesso, quando si parla di Pastore Belga Malinois, l’immagine che ci viene subito in mente è quella di un cane in divisa, impiegato in operazioni militari, protagonista di documentari mozzafiato o campione in discipline sportive estreme. Non c’è dubbio che il Malinois eccella in questi campi, grazie alle sue incredibili capacità fisiche e alla sua intelligenza acuta. Ma è davvero solo questo? È davvero “un cane da guerra”?

La Costruzione di un Mito: Radici Storiche e Scientifiche

Per comprendere veramente il Malinois, dobbiamo tornare alle sue origini. Questa razza nasce alla fine del XIX secolo in Belgio, non per scopi militari, ma come cane da pastore polivalente. Il professor Adolphe Reul dell’Università Veterinaria di Cureghem fu uno dei primi a standardizzare la razza nel 1891, selezionando cani per le loro capacità di conduzione del gregge, vigilanza e versatilità nel lavoro agricolo.

In effetti, il Pastore Belga Malinois è un cane che va oltre il preconcetto di essere esclusivamente un animale da guerra. La sua versatilità lo rende adatto a una vasta gamma di attività, dalla pet therapy al supporto in ambito sociale. Inoltre, la sua intelligenza e la predisposizione all’apprendimento lo rendono un compagno ideale per famiglie e professionisti. Pertanto, è fondamentale riconoscere il valore di questi cani non solo in contesti militari, ma anche come preziosi alleati nella vita quotidiana.

La selezione iniziale privilegiava tre caratteristiche fondamentali:

  • Temperamento equilibrato per lavorare a stretto contatto con l’uomo
  • Intelligenza adattiva per risolvere problemi in autonomia durante la conduzione
  • Resistenza fisica per giornate di lavoro prolungate

Solo successivamente, durante le due guerre mondiali, il Malinois venne impiegato come messaggero, soccorritore e cane da ricerca. Le sue performance eccezionali in questi ruoli hanno consolidato l’immagine “militare”, ma questa rappresenta solo una frazione del suo potenziale genetico e comportamentale.

Un Cuore Tenero Sotto una Corazza da Atleta

Guardando il nostro Malinois nell’immagine, magari accanto al suo cucciolo, possiamo percepire una realtà ben diversa e profonda. Sì, il Malinois è un atleta nato, veloce nell’apprendere e dotato di un’energia straordinaria nell’eseguire i compiti con dedizione incredibile. Ma ridurre la sua identità a questo sarebbe un errore prospettico e scientifico.

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La Neurobiologia dell’Attaccamento

Recenti studi in neurobiologia canina (Nagasawa et al., 2015, Science) hanno dimostrato che le razze da lavoro come il Malinois possiedono livelli particolarmente elevati di ossitocina durante le interazioni positive con i loro proprietari. Questo “ormone dell’amore” regola non solo il comportamento materno e i legami sociali, ma anche la capacità di creare attaccamenti profondi e selettivi.

Nel Malinois, questa predisposizione neurobiologica si manifesta in:

  • Ipersocialità selettiva: forte legame con il nucleo familiare
  • Sensibilità ai segnali emotivi umani: capacità di lettura delle espressioni facciali e del tono di voce superiore alla media
  • Comportamenti affiliativi intensi: ricerca attiva del contatto fisico e della vicinanza

Dietro quella fama di “duro”, si cela quindi un substrato neurobiologico orientato all’affiliazione sociale intensa. Se impostato correttamente fin da cucciolo, il Malinois può dare soddisfazioni incredibili in qualunque campo, non solo quello agonistico o lavorativo.

Intelligenza e Affetto: Un Binomio Vincente

Le ricerche di Stanley Coren (1994) sulla “canine intelligence” posizionano il Malinois tra le razze più intelligenti, ma questa classificazione richiede un approfondimento. L’intelligenza canina si articola in tre dimensioni:

  1. Intelligenza istintiva: capacità innate legate alla funzione originaria (nel Malinois, la vigilanza e la conduzione)
  2. Intelligenza adattiva: capacità di problem-solving autonomo
  3. Intelligenza lavorativa/obbedienza: velocità di apprendimento di nuovi comandi

Il Malinois eccelle in tutte e tre, ma è la combinazione con l’attaccamento profondo che crea il vero fenomeno. La sua motivazione primaria non è solo l’esecuzione del compito, ma la cooperazione sociale con il partner umano.

Il Paradosso dell'”Isteria Controllata”

Quello che comunemente viene definito “quasi isterico” nel comportamento del Malinois è in realtà un iperattivazione del sistema di arousal (Beerda et al., 1998), modulato da:

  • Alta reattività del sistema nervoso simpatico
  • Bassa soglia di attivazione comportamentale
  • Elevata persistenza motivazionale

Questa caratteristica, se compresa e canalizzata attraverso l’educazione strategica, diventa una risorsa straordinaria. Un Malinois ben socializzato e addestrato secondo i principi del Counsel Strategic Coaching non è un cane “calmato” o “sottomesso”, ma un cane che ha appreso a modulare la propria energia in funzione del contesto.

Il Vero Potenziale del Malinois: Una Visione Sistemica

Nella prospettiva del Counsel Strategic Coaching sviluppato da Maria Cristina Nardone, il Malinois rappresenta un caso paradigmatico di riflessione sistemica. Il comportamento del cane non è una caratteristica intrinseca e immutabile (“è un cane da guerra”), ma il risultato di un’interazione dinamica tra:

  • Predisposizioni genetiche: selezione per vigilanza, energia, attaccamento
  • Esperienze precoci: socializzazione nei periodi sensibili (3-14 settimane)
  • Pattern relazionali familiari: come il sistema famiglia integra e risponde alle caratteristiche del cane
  • Contesto ambientale: opportunità di espressione comportamentale adeguata

La Famiglia come Sistema Co-evolutivo

Il Malinois in famiglia non è semplicemente un “animale domestico”, ma un membro del sistema che co-evolve con esso. Le ricerche in etologia cognitiva (Topál et al., 2009) dimostrano che i cani, e in particolare le razze da lavoro, sviluppano schemi di attaccamento simili a quelli dei bambini con i caregiver primari.

Questo significa che:

  • Il Malinois cerca sicurezza relazionale nel nucleo familiare
  • Sviluppa rappresentazioni interne delle relazioni familiari
  • Modula il proprio comportamento in base alla coerenza e prevedibilità delle interazioni

Un Malinois “problematico” è quasi sempre il riflesso di un sistema familiare disfunzionale nelle dinamiche di comunicazione, gestione delle emozioni o definizione dei ruoli.

Evidenze Scientifiche: Oltre gli Stereotipi

Studio 1: Versatilità Comportamentale

Ricerca condotta dall’Università di Gand (Serpell & Hsu, 2005) su 15.000 cani di 30 razze ha rilevato che il Malinois mostra:

  • Alta trainability (facilità di addestramento): 92° percentile
  • Bassa aggressività verso familiari: 15° percentile (molto bassa)
  • Alta energia: 98° percentile
  • Alta socievolezza selettiva: 85° percentile

Questi dati smontano lo stereotipo del “cane aggressivo” e confermano la predisposizione all’apprendimento cooperativo.

Studio 2: Plasticità Comportamentale

Jones & Gosling (2005) hanno dimostrato che i Malinois mostrano una plasticità comportamentale superiore rispetto ad altre razze da lavoro, con capacità di adattamento a contesti diversi (famiglia, lavoro, sport) senza sviluppare patologie comportamentali, se correttamente gestiti.

Studio 3: Attaccamento e Stress

Rehn et al. (2014) hanno misurato i livelli di cortisolo (ormone dello stress) in Malinois separati temporaneamente dai proprietari, rilevando:

  • Picchi di stress significativi durante la separazione
  • Rapido ritorno alla baseline al ricongiungimento
  • Comportamenti affiliativi intensi post-riunione (leccamento, contatto fisico, vocalizzazioni)

Questi dati confermano l’intensità del legame affettivo caratteristico della razza.

L’Approccio del Counsel Strategic Coaching con il Malinois

Nel mio lavoro trentennale con questa razza, ho applicato i principi del CCS per trasformare il “preconcetto militare” in risorsa familiare:

  1. Ridefinizione della domanda: da “Come controllo questo cane potente?” a “Come co-creiamo un sistema equilibrato?”
  2. Prescrizioni paradossali: per modulare l’iperattività, utilizzo protocolli come “l’esagerazione controllata” dove si chiede al proprietario di aumentare temporaneamente le opportunità di movimento in contesti strutturati, creando un effetto boomerang di autoregolazione
  3. Ristrutturazione cognitiva: trasformare la percezione dell’energia del Malinois da “problema da eliminare” a “risorsa da canalizzare”
  4. Interventi strategici sulla comunicazione: insegnare ai familiari pattern comunicativi coerenti che riducono l’ansia anticipatoria del cane

Conclusione: Un Invito alla Complessità

Non lasciamoci ingannare dalla sua immagine più “guerriera” o da performance estreme. Il vero potenziale del Malinois risiede nella sua versatilità sistemica: è un cane che può eccellere negli sport cinofili, nel lavoro di utilità, ma anche e soprattutto come partner relazionale in un sistema famiglia consapevole.

Richiede impegno, dedizione e una comprensione profonda della sua natura bio-psico-sociale, ma in cambio offre un legame indissolubile che rispecchia la qualità delle relazioni che sappiamo costruire.

Il Malinois non è “un cane da guerra”. È uno specchio della nostra capacità di creare sistemi relazionali evoluti, dove intelligenza, energia e affetto si integrano in un equilibrio dinamico.

E voi, che esperienza avete avuto con i Malinois? Condividete i vostri pensieri nei commenti!


Bibliografia Essenziale:

  • Nagasawa, M. et al. (2015). “Oxytocin-gaze positive loop and the coevolution of human-dog bonds”, Science
  • Serpell, J. & Hsu, Y. (2005). “Development and validation of a questionnaire for measuring behavior and temperament traits in pet dogs”, JAVMA
  • Topál, J. et al. (2009). “Attachment to humans: a comparative study on hand-reared wolves and differently socialized dog puppies”, Animal Behaviour
  • Beerda, B. et al. (1998). “Behavioural, saliva cortisol and heart rate responses to different types of stimuli in dogs”, Applied Animal Behaviour Science

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