Il tuo carrello

Non c'è alcun nel carrello.

Insegnare al cane a fare pipì fuori

Nel caso il cane abbia appreso correttamente in modo spontaneo  a far fuori casa i suoi “bisogni” tutto è ok.

Ma se così non fosse, probabilmente ti sarai trovato a gestire la tua “arrabbiatura” dovuta alla presenza di escrementi in giro per la casa.

 Come insegno al mio cucciolo a sporcare sulla traversina e poi fuori?

 

Evita di:

Innanzi tutto sappi o ricorda che il cane ASSOCIA azioni a conseguenze, quindi, se hai intenzione di ricorrere a metodologie “Preistoriche” come lo strofinamento del muso sulla pipì o semplicemente sgridarlo mentre fa i suoi bisogni in un posto “sbagliato”, ciò che otterrai sarà soltanto che lui assocerà la sua necessità di fare i bisogni ad una tua reazione spiacevole per lui e, semplicemente, cercherà di farli lontano dal tuo sguardo e magari in un posto nascosto… così avrai soltanto peggiorato la situazione.

Evitate di generare o trasmettere sensazione di  Paura verso di voi, delle vostre mani che si muovono , magari spinte dall’impeto di pulire  … cercherà di nascondervi i bisogni e sicuramente non avrà imparato a non sporcare in giro per casa.

Quindi, se sei intenzionato a risolvere:

  1. guarda ciò che funziona e ciò che non funziona
  2. blocca, intanto, le tue azioni disfunzionali
  3. attivati per migliorare e riprendere il controllo.

Iniziamo:

Procederemo per step:

  1. insegniamogli a sporcare sulla traversina o sul giornale
  2. insegniamogli a sporcare fuori (giardino, parco, strada)

Iniziamo rapidamente a insegnare a sporcare sulla traversina o giornale.

Innanzitutto, sul mercato sono presenti anche traversine pre-trattate con attrattivo o gocce da spargere sulla traversina che hanno lo scopo di attrarre l’olfatto del cane per indurlo a sporcare in quel determinato spazio; possono rappresentare un valido supporto, anche se non offrono certezze.

All’inizio dovrai armarti di tanta pazienza, il cucciolo non capirà subito dove è giusto sporcare, e potrà capitare che lasci i suoi bisogni in più punti della casa, a meno che tu non gli crei uno spazio recintato nel quale potrà “stazionare” fra una passeggiata o, comunque, fra una interazione e l’altra con te .

Individua un punto  dove posizionare la traversina.

I cani per natura sono abbastanza puliti e non sceglierebbero mai di sporcare vicino al luogo dove dormono o mangiano, ma cercheranno sempre il punto più lontano da queste zone, ma , se disponi di un recinto abbastanza grande, potrà utilizzare l’angolo più lontano .

Utilizza più traversine per ricoprire un’area maggiore del pavimento e, giorno per giorno, riduci la zona ricoperta fino ad arrivare ad una traversina soltanto.

Quando il  sporca nella traversina premialo con un bocconcino (semi-umido, come carne lessata o bocconcini morbidi e freschi)

Se sporca al di fuori non devi fargli niente.

Se non l’hai colto sul fatto, non devi punirlo, non sarà utile ai fini educativi e questo perché il cane ,per collegare una reazione ad un’azione, ha un tempo molto breve .

Se lo cogli sul fatto e lo punisci il rischio è quello di ottenere PAURA, come ti ho scritto sopra.

Quello che dovrai fare sarà pulire senza farti vedere dal cucciolo, che vedendoti chinato potrà prendere il tuo atteggiamento come un gioco e quindi un sollecito a fare ancora più bisognini in giro.

Sposta il cucciolo in un altra stanza, con calma, e pulisci  con prodotti specifici per animali, questo ti permetterà di eliminare meglio i cattivi odori e in più si tratta di prodotti che non contengono ammoniaca (contenuta anche nella pipì).

 

Per agevolare il percorso, Cerca poi di leggere i sui segnali con i quali ti dice, nel linguaggio canino che deve liberarsi dei “bisogni”.

  • Comincia a girare su se stesso
  • ad annusare per terra in modo più intenso
  • guaisce insolitamente ed in maniera tipica

Considera questi fra i momenti nei quali è più probabile che debba liberarsi degli escrementi:

  • Appena sveglio
  • dopo i pasti
  • dopo aver giocato
  • dopo aver interagito con qualcuno

All’inizio poi, oltre a fare attenzione a questi momenti, dovrai portarlo sulla traversa o in passeggiata  almeno ogni paio d’ore, per creare una buona associazione.

L’utilizzo della traversina  caratterizza solo il primissimo periodo del training per la gestione dei bisogni, dopo di che, fatti i primi vaccini, dovrai cominciare a portarlo fuori, in giardino o per strada, per far si che impari che è li che dovrà fare i suoi bisogni.

Se riesci ad abituarlo a “sporcare” sulla traversina in tua presenza, potrai tranquillamente ottenere lo stesso fuori da casa e pian piano le traversine spariranno o resteranno soltanto per le “emergenze fisiologiche”.

Se aspetti troppo , per cominciare questa seconda fase, rischi che il cane  impari a sporcare solo in casa sulla traversa e quando sarai al parco, vedrai che il cane non riesce a liberarsi come fanno tutti gli altri, quindi, già dopo pochi giorni di costante abituazione alla traversina, inizia ad alternare con frequenti uscite mirate.(Non dovrà percepire nervosismo da parte di chi lo conduce; mentre aspetti che espleti i suoi bisogni concentrati su altro).

Dovrai scegliere degli orari in cui portarlo a fare la passeggiata,  e crescendo imparerà a trattenere fino all’orario di uscita.

Dovrai stabilire almeno 3 uscite fisse, dalla durata maggiore di una decina di minuti, solo cosi avrai un cane educato e tranquillo.

Se puoi riesci a portarlo fuori più spesso e magari ci esce anche un giro al parco, in ambienti, inizialmente non troppo affollati tanto meglio, il cane avrà modo di sfogare tutte le sue energie fisiche, avendo giovamento anche sulla calma mentale.

N.B.. Altra credenza preistorica: se il cane ha paura delle persone portalo al mercato! SBAGLIATISSIMO: la terapia d’urto può peggiorare le cose in maniera traumatica.

Se proprio non ne vuole sapere di liberarsi per strada, dovrai man mano spostare la traversa su cui sporca, verso la porta d’ingresso o man mano nel giardino , se ce l’hai.

Farlo uscire pochi minuti dopo aver mangiato, aver bevuto o giocato, fargli annusare i bisogni di altri cani, che si sono liberati nel parco per esempio, per fargli capire che in quel posto è concesso sporcare ed infine premiarlo , con snack e coccole se riesce ad espletare.

________________________

FACCIAMO ATTENZIONE, i cani non hanno colpa, la loro non è una volontà criminale, ma semplicemente non hanno compreso il da farsi, vuoi per la nostra mancanza di tempo o di nozioni o pazienza al momento giusto, vuoi perchè abbiamo dato per scontato e ci siamo detti “andrà tutto bene” rimettendo al cane ogni responsabilità , dando, appunto, per scontato che avrebbe capito da solo !

A volte non è così e qualcosa può non esser compreso… e così, anche se certamente il cane vorrebbe far bene, al volte non ci riesce, spesso a causa di emozioni disfunzionali associate… in sintesi, vorrebbe cambiare ma non sa farlo.

Così, a questo punto  abbiamo solo due vie da percorrere: o iniziamo ad arrabbiarci e a provare ansia e rabbia o iniziamo ad agire il cambiamento creando già la situazione che vorremmo vivere: un clima di serenità e costruttività, iniziando a percorrere la strada del cambiamento.

Ricorda, un famoso detto recita così: siccome ho molta fretta, vado molto piano… perchè ricominciare da capo per un errore mi costerebbe certamente di più in termini di tempo ed impegno.

Step by step otterrai il massimo risultato con il minor sforzo.

__________________________________________________________________

Alternative:

Se da solo non riesci ad attuare quanto sopra probabilmente hai altre priorità al momento o le emozioni ti rendono difficile la gestione del da farsi…  ti propongo altre due possibilità:

CONSULENZA ONLINE (VEDI SPECIFICHE)

Inizia a comprendere le reali motivazioni che spingono il cane a comportarsi in modo sgradevole, blocca le tentate soluzioni disfunzionali al problema e attiva il percorso breve ed incisivo del cambiamento.

ASILO PRESSO L’ABITAZIONE DEL TRAINER “ATTREZZATA” (VEDI SPECIFICHE)

L’educatore imposterà la relazione con il cane basandomi sulle sue abitudini nel quotidiano  e gestendolo in modo che possa apprendere in tempi brevi e in maniera duratura ciò che serve per una buona convivenza con te.

UN REPELLENTE NATURALE

Il mio pensiero: il cane al nostro fianco

Partiamo da un presupposto, e prendiamo per assunto, che il cane, anzi, i cani vivono con noi e fra noi, in tutto il Mondo e cercano, come noi di “cavarsela”, momento per momento, alla scoperta di un posto, un ambiente, una situazione, un contesto nel quale interagire e compiere azioni, perseguendo assolutamente il piacere, gestendo inevitabilmente rabbia, dolore e paura.

Sanno adattarsi e sono, spesso, capaci di mettersi in contatto con molteplici forme di vita; posseggono un peculiare modello comunicativo e lo interpretano con personalitá spiccatamente differenti da individuo a individuo…comunicano bene fra loro e sono capaci di organizzarsi secondo un ordine basato sui principi della leadership.

Noterai, se ci pensi bene, che non ammettiamo, non sono previsti, nel nostro sistema sociale, gruppi di cani autonomi. ..

In effetti, un branco di cani vaganti, risulterebbe un potenziale elevato pericolo per diverse persone.

Cosí, un tempo erano , o ancora oggi sono, ma almeno, in modo sempre piú controllato …. dicevo, sono previsti e presenti, invece , i cani randagi.

I piú fortunati vengono accolti in famiglie di persone o si legano a una di loro, una persona.

 

Per inciso, dovresti sapere che, nel nostro sistema legale, è previsto che il cane venga “assegnato” ad un individuo maggiorenne; funziona cosí:

il cane viene “chippato” e intestato ad una persona, colui o colei che dovrá esserne responsabile.

I cani non randagi sono cosí censiti e attendono di essere adottati.

Altri cani provengo da allevamenti nei quali, personale specializzato, si occupa di “accompagnare” il processo selettivo, verso soggetti con attitudine per le attivitá e le modalitá relazionali calzanti con il genere umano.

 

Poco importa se essi siano nati in un fienile o in un divano, in un angolo di una via di una cittá o in un accogliente nursery …

È dalla presa di coscienza di detta responsabilitá che nasce, prima l’esigenza, poi il piacere di educare i cani a vivere consapevolmente, nei luoghi e nelle circostanze a carattere umano.

L’uomo ha esplorato il cuore fedele del cane e ha sondato il gusto di averlo al suo fianco, per “appena” qualche migliaio di anni, ma per riuscire completamente nell’intento di amalgamare le due specie, serve, è di dovere un contorno adeguato ovvero serve la capacitá di saper inquadrare, innanzi tutto, i termini per il benessere reciproco sia sul piano globale che individuale, spingendosi anche all’interno delle relative specie.

Si attinge,a tal fine,al buon senso ma anche alla scienza…

Si iniziano a cogliere i tratti piú evidenti profilo del cane, come quello di essere di fatto un animale…e pertanto si fa appello agli studi etologici, in primis quelli di Karl Lorenz, ma non solo …ad oggi dobbiamo molto agli studi empirici di Turid Rugas…

Si considerano, tacitamente ma altrettanto fortemente, gli aspetti romantici , sentimentali e gli stati emotivi che i cani sanno creare nell’uomo e che, uniti alla loro capacitá di sentire, ci mettono il carico da novanta…(ci persuadono a volere che i cani stiano con noi).

Filosofi e artisti e anche la politici, han parlato e sparlato del cane e, fattivamente, hanno significato un forte contributo nel definire chi o cosa il cane fosse o quale ruolo ricoprisse.

La psicologia ci ha fornito la tecnologia per innescare un’evoluzione bilaterale in termini di qualitá del contatto che stava verificandosi…

La psicologia ha,anche, istituito i parametri per la comunicazione continuativa e ripetibile fra uomo e cane e viceversa.

Proprio adesso, il processo di crescita che stiamo vivendo e agendo con il cane è un contatto speciale ed esclusivo che merita assolutamente di essere protratto e coltivato.

Detto processo, non merita, invece, di essere bloccato da credenze o agito attraverso paradossi o abomini comunicativi o relazionali.

La comunicazione strategica evita che si realizzino i blocchi emotivi o operativi che vadano ad interrompere la ricerca della propria autorealizzazione.

Attraverso le tecniche del Problem Solving Strategico Breve , in ambito cinofilo, si sono creati i parametri per relazioni sane, capaci di accrescere e orientare cani e uomini verso la costituzione di una intesa basata su codici comunicativi che offrano il piú elevato raggio di comprensione che si possa raggiungere .

Un cane prevale costantemente su un altro

Se “possiedi” piú di un cane o se sei un educatore e ti trovi a dover risolvere problemi, è probabile che ti sia imbattuto in comportamenti nei quali un cane cerca di prevalere sull’altro.

Se capita sporadicamente possiamo considerarlo un rapporto “normale” con piccole prese di posizione ..

Quando,invece, capita spesso o addirittura è un vero e proprio status, si comincia a parlare di DOMINANZA

Vi sono molti modi nei quali il cane detiene il controllo e non sempre si manifestano con azioni aggressive.

Un atteggiamento comune, in questi casi , da parte del soggetto dominante, consiste nel posizionarsi fra il cane obiettivo della dominanza e una situazione, persona,animale o cosa, possibile oggetto di desiderio.

Fino a qui,il tutto, può apparire dettato,ad esempio, da impulsi mossi da puro egoismo.

Spesso accade invece che lo stesso comportamento sia attuato , dal dominante, con intento di proteggere e tutelare l’altro.

Generalmente, comunque, risulta un comportamento che rende inerme il cane che lo subisce e, nel tempo, se non genera conflitto, genera comunque una relazione psicotica .

Il trucco, se vogliamo metterla cosí, per innescare un cambiamento, consiste nella formazione attenta ed impegnata del soggetto dominante e ampi spazi di scarico emotivo e recupero dell’autostima per il soggetto che subisce .

È da valutare anche la possibilitá di ripristinare un corretta capacitá di gestione emotiva e di leadership nel proprietario/ conduttore/familiare.

Come riconquistare la fiducia del cane

MINI-GUIDA

Il cane si chiude in se e disattende le tue aspettative o speranze?


Valuta le sue emozioni

1

Il cane si chiude in se e disattende le tue aspettative o speranze? Probabilmente ha un'immagine di te che non rispecchia l'dea che tu hai di te stesso.

I tuoi tentativi di instaurare una relazione costruttiva sono stati "inquinati" dai tuoi tentativi di educarlo, magari attraverso correzioni e punizioni.

Educarlo è realmente un tuo compito, ma evita di intimorirlo oltre misura!

Magari a volte hai cercato di farti perdonare cercando di consolarlo.

Ma il cane tiene ancora le distanze !?

Ciò accade perchè oramai associa la tua immagine a conseguenze che egli non può gestire ! Vorrebbe certamente godersi un bel momento con te, ma non si fida e forse, ormai non sa più farlo.

Non aiuta certamente il cercare di accarezzarlo o di farsi perdonare spinti dal senso di colpa.

Il senso di colpa che nasce da una  spietata autocritica  ci induce a cercare di andare in recupero, ma ormai "la frittata è fatta" e il cane vedrà soltanto un individuo che, senza un motivo che il cane possa spiegarsi, alterna instabilmente momenti di ira a momenti di benevolenza.

Nel tempo il cane istituisce un  suo comportamento è stereotipato  e adotterà la strategia di tenere "le distanze" poichè ciò gli fornisce un suo equilibrio.

Vorrebbe cambiare ma non può.


Resetta

2

Si dice che sia più semplice edificare una nuova casa rispetto a restaurarne una esistente e vecchia.

Allo stesso modo puoi scegliere di ricominciare. Invece di tentare di modificare saltuariamente l'immagine che il cane ha di te, alternando disfunzionalmente momenti del nuovo te a momenti del vecchio te, puoi resettare il sistema che costituisce la vostra relazione con un nuovo sistema... più efficace.

Inizia con il non fare niente!

Non agire e non reagire nei confronti del cane significa , di riflesso, mostrare al cane che ha spazio, ovvero che non siamo più un pericolo per lui e se vorrà qualcosa da noi , avrà il tempo di proporsi liberamente!

Scegliere di non agire equivale ad agire !

Ovvero, se decidi di non andare dal cane, di non cercarlo, di non rispondere alle sue provocazioni, comunicherai implicitamente una tua posizione relazionale.

Non considerare il cane, sforzandosi di lasciargli il tempo di proporre ti darà la possibilità di scegliere fra una nuova panoramica di suoi comportamenti per ricominciare con il piede giusto.


Agisci consapevolmente

3

Se hai correttamente mostrato al cane che esisti ma non sei un problema per lui(punti uno e 2 di questa mini-guida), alterna il tuo non agire a momenti in cui il cane ti può osservare da una distanza di rispetto e , senza rivolgerti al cane stesso , maneggia oggetti o compi azioni che possono piacergli (frigorifero, i suoi giochi, ...), e fatti guardare , senza che egli debba agire. Osservalo e nota se effettivamente reagisce a qualcuno di questi.

Contrariamente a quanto agito fino ad oggi, inizia a prendere atto dell' effetto delle tue azioni : se ciò che agisci risulta piacevole per il cane, egli tenderà a ripeterlo.

Mentre lo osservi, senza chiedere interazione, seleziona i comportamenti che ti aggradano da parte del cane : stare tranquillo, aspettare sereno senza disturbare, spesso sono comportamenti che ci aggradano, in quanto vogliamo essere noi a decidere quando è l'ora di giocare, correre o divertirsi.

QUINDI:  se il tuo cane è tranquillo e non ti sta disturbando , emetti verbalmente una parola di conferma (una, e poi sempre quella) e puoi esibire una delle azioni che hai annoverato fra quelle gradite dal cane( utilizza anche il grande potenziale emotivo che è racchiuso nel far gustare del buon cibo).

Creerai così una corrispondenza e fra le sue azioni e le tue, associando i comportamenti che ti piacciono a ciò che gli piace e , se riuscirai a mantenerti coerente, avrai iniziato a riconquistare la sua fiducia e la sua considerazione.

Non esiste un limite di età per i cambiamenti !

La sola faccia del cane

La sola faccia del cane

Siamo spesso a chiederci in quale modo potremmo implementare il livello di comprensione reciproca  fra noi ed il cane.

Sapere tradurre le nostre intenzioni, il nostro volere e saper interpretare le comunicazioni da parte del cane sono elementi fondamentali per instaurare una relazione con questo rappresentante del mondo animale.

I cardini  di una relazione funzionale sono rispetto e fiducia.

Nel percorso virtuale per poter  riversare fiducia in qualcuno o qualcosa il  sistema reattivo percettivo ha necessità di verificare l’attendibilità, l’affidabilità e la coerenza nei processi comportamentali del soggetto preso in esame.

Possiamo affermare che le esternazioni emotive del soggetto restituiscono un feedback efficace per un primo step verso la determinazione del grado di fiducia che possiamo concedere.

Nell’osservazione del cane spontaneamente giudichiamo se è solitamente “calmo” o “agitato” , “giocherellone” o “serio”, “docile” o “aggressivo”, sulla base di una media dei suoi comportamenti, andando così a porre una sorta di bollino che lo possa descrivere, riassumendo aspetti del sua carattere.

Possiamo affermare che il cane fonda il proprio atteggiamento verso l’uomo su analoghe scale di valutazioni e pondera con cura il grado di fiducia che può riporre nell’assegnarci il bollino di potenziale “leader”.

Statisticamente (associato ad specifiche situazioni) si stima che il cane è fondamentalmente coerente con i proprio stati emotivi e rispecchia quel “bollino ” che gli è stato assegnato.

Addirittura se disattende le aspettative di un umano e manifesta alterazioni emotive che non siamo in grado di spiegarci, tendiamo a incanalarlo in processi che lo riportino alla “normalità”.

Dal punto di vista del cane:

Arriviamo a casa e mostriamo gioia al cane , a patto che non abbiamo alto da fare o da pensare, altrimenti lo snobbiamo o addirittura lo contrastiamo se si rivolge all’uomo con troppa esuberanza. Quindi, per quella situazione, l’uomo esibisce comportamenti diversi di volta in volta.

Gioiamo , da prima ogni volta che ci sta intorno e lo gratifichiamo quando risponde al suo nome, ma , man mano che cresce, quando si allontana urliamo arrabbiati se non torna e, quando torna, nel migliore dei casi rimaniamo indifferenti alla fiducia che ci ha concesso , dando per scontato che debba tornare  da noi , magari, anche  interrompendo, magari che gli dava piacere.

Pensiamo semplicemente a quante attenzioni gli abbiamo dato ” i primi momenti dal nostro incontro” , offrendogli supporto per ogni cosa .

Abbiamo creato, in quelle circostanze l’immagine di un umano accogliente, affabile e presente.

Ma, ad un certo punto le cose sono cambiate! Le tante esperienze che viviamo in sua assenza e le  psico-trappole che si insidiano nel nostro agire alterano la nostra percezione dei comportamenti del cane e finiamo con il disattendere costantemente le sue aspettative, generando un’immagine di noi estremamente volubile.

Per spiegare meglio il concetto potremmo dire che il cane ha una sola faccia e sappiamo cosa aspettarci da lui.

L’uomo , dal punto di vista del cane, ha molte facce.

Indipendentemente dalle azioni del cane in uno specifico momenti, l’uomo è arrabbiato, ha paura, è tristo o felice.

Ciò comporta spesso che il cane, anche se ci ama, non si fida di noi e, se vuole esprimere uno suo stato emotivo, lo indirizza altrove.

La conclusione ci delude e, quando siamo delusi, tendiamo a voltarci da un’altra parte e a riversare sul cane gli effetti della nostra delusione.

Un percorso che abbia come obiettivo la riconquista della fiducia del cane, prevede assolutamente che si riconoscono le nostre molteplici facce e si ripristini la fiducia del cane per ritrovare la fiducia nel cane in noi.

Diffidenza ed ansia

La diffidenza è un livello della paura che potremmo apparentemente definire “soft”.
In realtà, se protratta genera stress, che inizialmente è fisiologico poi tende a diventare
acuto, poi cronico, generando una serie di effetti collaterali vari e variabili, comi
l’eccessivo abbaiare o la tendenza alla fuga o reazioni aggressive….
Nella fattispecie, il Vs. cane, per quello che ho potuto appurare, tende a prevenire le
difficoltà mostrando diffidenza addirittura PREVENTIVA:
Come se l’ se domani dovesse esserci una interrogazione da affrontare o un compito scritto,
un verifica insomma, potremmo provare ansia, paura, dovuta al fatto che non si sa bene
come potrebbe andare, di non sapere esattamente quali domande saranno affrontate e quali
potrebbero essere i risultati ottenuti. In questo caso, da parte del cane, si possono avvertire
una serie di modificazioni a carico del fisico, movimenti scattosi, la secchezza delle fauci o
iper-salivazione, mal di testa, respiro affannoso e così via. Si tratta di indicatori riguardanti
stato di incertezza che sta affrontando, perché le aspettative che si hanno sono distanti dalla
realtà.
Analogamente, il cane, sapendo di poter nuovamente imbattersi in una situazione che gli
causa quell’emozione, tende a prepararsi, provando in anticipo e preventivamente detta
emozione.
Poiché ciò potrebbe impattare negativamente sulla quotidianità sia del cane che delle
persone che vivono una condizione di affetto con il cane, conviene scongiurare tali effetti
e contrastare la diffidenza.
Chiaramente il Vostro amato peloso non è solo questo:
nello specifico presenta un temperamento vivace , è acuto ed intuitivo; possiede una
gran voglia di fare e relazionarsi; esprime chiaramente ciò che pensa ed è un buon
predatore…. Punti di forza sui quali fare leva per crescerlo e che aiutano a superare
problemi e sviluppare resilienza.

Come primo passo per migliorare qualcosa vi ho consigliato di associare qualcosa di
positivo e piacevole( bocconcini, lodi o giochi) ogni qual volta ESCE da una situazione che
gli crea o avrebbe creato diffidenza.
Da evitare carezze o parole di consolazione in quanto andrebbero a fungere da rinforzo
al problema.
Considerando che quando si è coinvolti in un problema non è raro che con le migliori
intenzioni si possano ottenere gli effetti peggiori, per cominciare a lavorare sul cane e
comprendere meglio il problema è necessario evitare di peggiorare…

LE EMOZIONI DISFUNZIONALI NEL CANE

"QUALI SONO LE EMOZIONI DEL CANE CHE  POSSONO POTENZIALMENTE INNESCARE UN COMPORTAMENTO INDESIDERATO ?"

L'elenco dei comportamenti indesiderati, organizzati per "possibile" emozione correlata è il seguente:

 

 

  • Il cane si presenta timoroso soprattutto con estranei o in ambienti diversi o specifici;
  • Il cane si nasconde quando ci sono rumori particolari;
  • Evita di uscire
  • Evita le altre persone
  • Non si avvicina o "tira indietro", di fronte alle novità
  • Non vuole avvicinarsi all'acqua
  • Sta sotto i tavoli o cerca ripari
  • Ha la coda fra le gambe, testa e orecchie basse

Il cane associa automaticamente l'insorgere di un evento, una situazione, ad una emozione, che regolerà le proprie esternazioni.

Le emozioni rendono più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza. Non rappresentano un'azione consapevole, ovvero possono esser provate, vissute anche senza avene piena coscienza.

Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione ) e una funzione autoregolativa (comprensione ). Si differenziano quindi dai sentimenti e dagli stati d’animo.

Riconoscere l'emozione che si cela dietro un comportamento è  un primo passo per superare blocchi o difficoltà.

 

  • Compila il Sondaggio

    1

  • ATTENDI LA RISPOSTA

    2

SONDAGGIO

Polling Form (#3)

Iscriviti alla nostra Newsletter






Privacy *

IL CANE: Come si possono risolvere i comportamenti indesiderati ?

Problemi o Obiettivi?

Vivi con il cane ed i suoi comportamenti, a volte, ti destabilizzano: ti fanno arrabbiare o intristire ... provi ad agire ma non funziona !
Allora ti chiederai "PERCHE'" !

Se:


SE E' LUI A STARE MALE

E' visibilmente impaurito, da qualcuno o qualcosa, o non si capisce proprio da cosa…
In questo caso il cane viene marchiato con l'aggettivo "DIFFIDENTE" e spesso si impara a convivere con i derivati della situazione.
-E' Diffidente, quindi non c'è poco da fare!-, ti sari detto...
E se invece ti dicessi che c'è un elemento scaturente che può essere inquadrato e vinto?
Le dinamiche mentali del cane rispettano linee che possono essere cavalcate per dare una svolta.


Vorresti che fosse più bravo in passeggiata

Ok, il problema è : il cane tira a guinzaglio o fa lo scalmanato quando incontra situazioni che lo alterano.
Il promo passo per RISOLVERE è quello di capire le dinamiche che creano il ripetersi della situazione .
Quando esce con te vede, sente ed odora tante cose nuove; ogni cane che incontra, giocando o scambiandosi punti di vista, ha qualcosa da fargli scoprire...per non parlare delle persone, i passanti, che lo guardano con curiosità e compiacenza, fin da cucciolo...
Prova a fermarti e cerca di vedere il Mondo dal suo punto di vista...
Credimi, non è arrabbiandoti o sopportando che migliorerai , nonostante le buone intenzioni...


CREDi CHE POTREBBE MORDERE

ATTENZIONE !
Capita spesso che si rivolgano a me persone che hanno solo paura che il cane possa mordere loro o altre persone.
Il problema va guardato da diverse prospettive, per riuscire, VERAMENTE, a capire se è come crediamo o meno ed agire per il meglio.
Anche in questo caso, l'esperienza del Parente esperto o del vicino di casa tuttologo può potenzialmente PEGGIORARE la situazione.
Il problema è da risolversi gradualmente, attraverso azioni mirate e comportamenti che non sottovalutino la SICUREZZA, del cane e della persona.


Vorresti fare , ma NON HAI TEMPO

Certo, quando il cane è arrivato avrai immaginato di condividere con lui un bel po' di esperienze piacevoli.
Sai bene quanto potenziale ha il tuo cane!
Molti chedono che essere cinofilo sia un impegno a tempo pieno. Se hai un cane lo sai bene.
Ma sai anche che anche un solo giorno di scuola con lui al mese può dare molto al vostro rapporto ?

Quali sono gli errori più comuni?

Nella mia esperienza, confermo l'idea che anche i cani sono speciali proprio perchè, deversi gli uni dagli altri. Ma quando si ha il compito di educarli, la loro unicità, rende non sempre semplice tale compito. E quando qualcosa non funziona, si ricorre alla determinazione, poi alla delusione, poi alla rabbia ed infine, spesso si rinuncia. UNA TRAFILA DI ERRORI che altro non sono che la normale vita quotidiana con il cane.

E' un errore non ricordarsi che il cane ci offre i feedback che rendono palese l'effetto delle nostre azioni. L'alterità, oltre che per l'aspetto morale, è un concetto da prendere in esame per AGIRE, con un piano d'azione ben delineato

Fabio Noferi

CONTAC ME

Fields marked with * are required















Cliccando su "contact me", Acconsento al trattamento dei miei dati nel rispetto delle vigenti normative che regolano la Privacy


Uomo e cane,in simbiosi?

Il punto di vista del cane è diverso da quello dell’uomo per più di un solo motivo


Il cane: Molte cose son state dette in proposito del cane… studiosi e appassionati, amanti e teorici, danno ogni istante un loro contributo al processo imprescindibile di sintonizzazione fra specie canina e l’umano.

Ho goduto, nel mio crescere, di scoperte innovative e riaffermazioni che hanno valorizzato la relazione uomo-cane… Il viaggio è stato affascinante e tanto spesso mi è parso di esse arrivati alla meta: la simbiosi.

Se guardiamo al passato ed al concetto di domesticazione, il livello di conoscenza degli aspetti psicologici contemporaneo è talmente evoluto da poterci autodefinire effettivamente capaci di stare in simbiosi con il cane.

Sono state le eccezioni a farmi ricredere.

Ad oggi credo che il cane sviluppato una capacita di adattamento nei confronti della nostra specie da fornirci spontaneamente l’illusoria sensazione di esser così abili da gestire quanto lo riguarda.

Ad avvallare tale deludente ipotesi porto a sostegno la più immediata definizione stessa del termine “simbiosi”che ci fornisce “Wikipedia” :

La definizione di simbiosi fu oggetto di dibattito per 130 anni. Nel 1877 Albert Bernhard Frank usò il termine simbiosi per descrivere il rapporto mutualistico dei licheni. Nel 1879 il micologo tedesco Heinrich Anton de Bary lo definì “la convivenza di organismi diversi”. La definizione è varia tra gli scienziati, alcuni sostengono che dovrebbe riferirsi solo ai mutualismi persistenti, mentre altri pensano che dovrebbe applicarsi a tutte le interazioni biologiche persistenti, in altre parole mutualismi, commensalismo, o parassitismo, ma escludendo brevi interazioni come la predazione.Gli attuali testi di biologia ed ecologia usano quest’ultima definizione “de Bary”, o ancora più ampia, dove simbiosi significa tutte le interazioni interspecifiche; la definizione restrittiva, dove simbiosi significa solo mutualismo, non viene più usata.Nel 1949, Edward Haskell propose un approccio integrativo, proponendo una classificazione delle “coazioni”, successivamente adottata dai biologi come “interazioni”. Le interazioni biologiche possono coinvolgere individui della stessa specie (interazioni intraspecifiche) o individui di specie diverse (interazioni interspecifiche). Queste possono essere ulteriormente classificate in base al meccanismo dell’interazione o alla forza, alla durata e alla direzione dei loro effetti. Le interazioni tra organismi vengono distinte in tre categorie, mutualismo, parassitismo e commensalismo, che non presentano caratteristiche ben distinte ma piuttosto dovrebbero essere percepite come un continuo di interazioni che variano dal mutualismo al parassitismo. L’orientamento di una interazione simbiotica può cambiare durante il corso della vita dei simbionti a causa di variazioni nello sviluppo o anche per cambiamenti dell’ambiente nel quale l’interazione avviene. Le interazioni influiscono sulla densità delle popolazioni, e quindi possono essere positive (+) se l’aumentano, negative (-) se la diminuiscono e neutrali (0) se non l’aumentano né la diminuiscono.

(Wikipedia)

Magic Pet Trainer

Un contatto quasi magico


L’apice caratterizzante di chi ama definirsi “esperto” è quel senso di possesso del “Tocco magico”, quell’elemento che ti può far sentire capace di “parlare con gli animali”. Personalmente io adoro… quel momento in cui le persone ti guardano e riescono a far sentire me e il cane… affascinanti.

Poi mi sveglio ! Ritengo che la conferma sociale sia importante per quello che facciamo…ci ripaga entrambi. Ma all’indomani si torna a studiare…cosa?

Comunicazione.

La magia è in quell’attimo in cui si ha il primo contatto , quelle situazioni nelle quali si fanno scoperte congiunte: uomo e animale collaborano per sentirsi e capirsi, superano le delusioni, allontanano lo stress, costruiscono codici condivisi, li applicano e vincono.

Esercizi per cani con displasia dell’anca

Terapia

Ahimè, il cane ha la displasia!
La qualità della vita del cane può comunque restare di ottimo livello!
Ogni qual volta ci si imbatte in un problema legato alla salute irreversibile del cane, spetta al proprietario, o colui che se ne prende carico, trovare il modo migliore di aiutarlo.
Dare inizio ad una terapia d'aiuto è la forma migliore.
Per terapia si intendono tutte quelle azioni che hanno lo scopo di migliorare e rallentare gli sviluppi della malattia.
Nel trattamento displasia dell'anca nei cani, si ricorre solitamente ad una combinazione di azioni, da quelle più invasive a quelle conservative:
Tecniche chirurgiche , una protesi al titanio o l'asportazione della testa femorale. Si tratta di interventi che non sono curativi, ma possono risultare utili affinché l'articolazione possa funzionare.
Mantenimento del peso ottimale,per non gravare ulteriormente sulle articolazioni.
Utilizzo di appositi integratori alimentari specifici per le articolazioni
Utilizzo di aiuti ortopedici per cani come ad esempio un'imbracatura di supporto per sostenere il peso del cane o un tutore per cani con displasia dell'anca per stabilizzare l'articolazione. Se il grado di displasia dell'anca è tale da causare gravi problemi di mobilità, compromettendo la normale attività del cane, si può ricorrere all'uso di carrelli per cani disabili che permette all'animale di ritornare a muoversi in autonomia.
Fisioterapia attraverso l'elettrostimolazione, gli ultrasuoni, il laser, i massaggi, la terapia di movimento passivo (movimenti articolari aiutati da un fisioterapista), l'idroterapia e esercizi a basso impatto.
La Mobilizzazione Passiva
Il Massaggio

La Mobilizzazione Passiva

Lo scopo è quello  di migliorare  l'agilità dell'articolazione e allevi il dolore.

1
Simile allo stretching, consiste inizialmente nell'allungare delicatamente all'indietro la zampa colpita, in direzione opposta alla testa. L'obiettivo  è quello di conservare mobilità articolare ed il tono muscolare.
Si basa sulla teoria per cui il dolore limita i movimenti della zampa ma, in questo modo, l'anca diventa rigida impedendo ancora di più al cane di muoverla.

2
Fai  sdraiare il cane sul lato nel quale non è l' articolazione dolente. Per eseguire degli esercizi d con la zampa sinistra, fallo sdraiare sul fianco destro, con la zampa sinistra in alto. Viceversa se devi lavorare sulla zampa destra, fallo sdraiare sul fianco sinistro.
E' anche la posizione più comoda per il cane, perché evita di caricare con il suo peso.

3
Spingi lentamente la coscia all'indietro. Fai un leggera pressione con la tua mano sinistra sulla parte anteriore della coscia, a metà del femore, accogliendo nel palmo "a cucchiaio" i muscoli del cane. Prosegui costantemente spingendo la coscia all'indietro, in modo che  la zampa si distenda il più possibile.
Non forzare e fermati se l'animale mostra segni di provare dolore. L'obiettivoa di allungare dei muscoli contratti e rigidi.

5
Mantieni la posizione con la zampa estesa per circa 40 secondi e poi rilascia. Esegui questo esercizio due volte al giorno in sessioni di 10 minuti.

GRADI DI DISPLIASIA

La displasia dell'anca è la malattia osteoarticolare più comune nei cani di media e grande dimensione, mentre è meno frequente (o meno verificata) nei cani di piccola taglia. Consiste in una malformazione dell'articolazione coxo-femorale (anca). Si riferisce ad una mancata congruenza tra la cavità articolare dell'anca (acetabolo) e la testa del femore, causando lussazioni o sub lussazioni, ossia il non allineamento dell'articolazione nella posizione naturale. La testa del femore non è tenuta saldamente nella posizione corretta e tende a "ballare"; questo continuo movimento mette sotto stress l'articolazione e i tessuti periarticolari, infiammandoli e indebolendoli. Classificazione dei gradi di displasia secondo OFA (Orthopedic Foundation for Animals):

I Grado: piccola sublussazione con lieve disturbo e scarse alterazioni degenerative.
II Grado: sublussazione laterale marcata della testa femorale, con un 25-50% fuori dell'acetabolo.
III Grado: 50-75% della testa femorale è fuori dell'acetabolo; grandi cambiamenti degenerativi.
IV Grado: dislocazione della testa femorale con appiattimento del bordo acetabolare e della testa del femore; grandi cambiamenti degenerativi.

0
    0
    I tuoi acquisti
    Your cart is emptyTorna all'inizio

    Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi